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sabato 10 marzo 2012

Arsenico nell'acqua: Cdm proroga l'emergenza

Arsenico nell'acqua: Cdm proroga l'emergenza. Nel Lazio 83 i comuni interessati
Nel Lazio 83 i comuni interessati
A dicembre 2010 la richiesta dello stato di emergenza per l'arsenico nell'acqua. Ora la proroga fino al 31 dicembre 2012 per garantire la potabilizzazione.

Arsenico nell'acqua: Cdm proroga l'emergenza. Nel Lazio 83 i comuni interessati
„Il problema dell'arsenico nell'acqua sembra lontano dall'essere risolto, tant'è che il Cdm ha prorogato fino al 31 dicembre 2012 lo stato di emergenza. Stato di emergenza dichiarato il 17 dicembre 2010 in relazione alla concentrazione di arsenico, superiore ai limiti stabiliti dal decreto legislativo n. 31 del 2001, riscontrata nelle acque destinate all'uso umano di alcuni Comuni della Regione Lazio.“

Arsenico nell'acqua: Cdm proroga l'emergenza. Nel Lazio 83 i comuni interessati
„LA RICHIESTA DELLA REGIONE - L'assessore all'Ambiente della Regione Lazio Marco Mattei, soggetto attuatore dell'emergenza arsenico, il cui commissario è la presidente Renata Polverini spiega: "La proroga del commissariamento? L'abbiamo chiesta noi per terminare i lavori che stiamo facendo per portare tutta l'acqua dei Comuni del Lazio entro i livelli di arsenico previsti dall'Unione europea".

LA PROROGA - La proroga, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, "si è resa necessaria per garantire il completamento degli interventi di potabilizzazione di carattere straordinario e urgente approvati il 14 marzo 2011 e finalizzati a ricondurre le concentrazione di arsenico entro i limiti stabiliti dalla Commissione europea, oltre che a salvaguardare da possibili gravi rischi a interessi pubblici primari quali la salute e l'igiene pubblica".
"L'Ue - spiega l'assessore Mattei - ha fissato al 31 dicembre 2012 il limite inderogabile per poter erogare acque il cui contenuto di arsenico oscilla tra i 10 e i 20 microgrammi. Dopo quella data si potrà, senza alcuna eccezione, erogare solo acqua con un contenuto inferiore a 10 microgrammi"

83 COMUNI TRA ROMA, LATINA E VITERBO - In provincia di Roma e di Latina la concentrazione di arsenico nell'acqua corrente dovrebbe rientrare nei limiti di legge a breve, secondo la struttura guidata dal commissario all'emergenza, la governatrice del Lazio Renata Polverini. Nelle due province i comuni interessati sono 30 per circa 470 mila abitanti, in base agli ultimi dati. Il problema, per essere risolto, deve avere tempi più lungi invece in provincia di Viterbo: lì i comuni interessati sono ben 53 per circa 286 mila abitanti e ci vorrà più tempo per cause naturali e strutturali.
Arsenico nell'acqua: Cdm proroga l'emergenza. Nel Lazio 83 i comuni interessati
LA RICHIESTA DELLA REGIONE - L'assessore all'Ambiente della Regione Lazio Marco Mattei, soggetto attuatore dell'emergenza arsenico, il cui commissario è la presidente Renata Polverini spiega: "La proroga del commissariamento? L'abbiamo chiesta noi per terminare i lavori che stiamo facendo per portare tutta l'acqua dei Comuni del Lazio entro i livelli di arsenico previsti dall'Unione europea".

LA PROROGA - La proroga, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, "si è resa necessaria per garantire il completamento degli interventi di potabilizzazione di carattere straordinario e urgente approvati il 14 marzo 2011 e finalizzati a ricondurre le concentrazione di arsenico entro i limiti stabiliti dalla Commissione europea, oltre che a salvaguardare da possibili gravi rischi a interessi pubblici primari quali la salute e l'igiene pubblica".
"L'Ue - spiega l'assessore Mattei - ha fissato al 31 dicembre 2012 il limite inderogabile per poter erogare acque il cui contenuto di arsenico oscilla tra i 10 e i 20 microgrammi. Dopo quella data si potrà, senza alcuna eccezione, erogare solo acqua con un contenuto inferiore a 10 microgrammi" ...

lunedì 21 novembre 2011

ACQUA!!!

Politicamente stiamo agli sgoccioli, ormai sotto il controllo totale della grande finanza, tramite un governo illegittimo. Ma sembra che la vita vada avanti … arriva Natale, gli italiani si taglieranno le vene ma riusciranno a comprare qualche regalo. Dopo tutto a che serve Natale sennò? 

Tutti i beni che appartenevano allo Stato, cioè i pochi rimasti, stanno finendo uno ad uno nelle mani delle banche. Svendita totale .. si chiude. Di sovrano è rimasto soltanto il debito ..
Ma anche per l'acqua siamo agli sgoccioli, perché c'è da temere il peggio .. 
L'acqua che beviamo, in particolare nel Lazio, è limpida quanto la coscienza dei nostri governanti. 
Se vogliamo darci qualche possibilità di renderla pulita non deve certo stare nelle mani di chi specula su di un bene che dovrebbe essere di tutti, incuranti delle conseguenze sulla salute. Ci dobbiamo pensare NOI! 
Questa nostra acqua è anche avvelenata, tra gli altri inquinanti, con dosi di arsenico superiori alla media consentita. Pare incredibile eppure è vero! 

E, tranne che nel caso di pochi comuni virtuosi, la situazione non viene risolta.
Ebbene il diritto di bere liberamente quell'acqua, seppur avvelenata, ci verrà tolto se NOI non ci stiamo attenti!
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. 
Noi sappiamo (video: il Punto di Monia Benini dell'8 giugno 2011) quanto poco conto danno i governanti ai risultati di un referendum, quindi è ora di ribadire la nostra volontà, e di chiedere il rispetto dell'esito referendario.

Abbiamo sete d'acqua, abbiamo sete di giustizia! 

Per il Bene Comune si unirà alla manifestazione per l'acqua, i beni comuni e la democrazia che avrà luogo il 26 novembre a Roma, ore 14.00, in Piazza della Repubblica. 
Seguirà un annuncio PBC specifico dell'evento.
Catherine - PBC Lazio

venerdì 18 novembre 2011

19 novembre: PBC a Roma alla manifestazione di protesta

Piazza del Popolo il 19 novembre 2011, dalle ore 10,30.

Raduno sotto l'obelisco lato nord (Porta Flaminia)

PBC sarà presente con il proprio materiale: chi vuole aiutarci nel volantinaggio può contattare Cathy, lazio.pbc@gmail.com

Motivi della protesta:

- aggregare le forze sane del Paese per mettere un freno al potere selvaggio del sistema finanziario, che in Italia sta generando miseria e sudditanza con l'annichilimento della micro produzione legata alla piccola e media impresa, al commercio, all'agricoltura e al trasporto;

- difendere le categorie produttive del Paese dai continui assalti del governo, che tendono, con normative che eliminano conquiste sociali di ben due secoli e con manovre finanziarie irresponsabili, ad affamare i lavoratori per mantenere un sistema economico-finanziario nazionale ed internazionale gestito dalle banche;

- abbattere tutti i privilegi della classe dirigente politica e delle lobby di potere, ad essa collegate;

- rinnovare il contesto politico-economico italiano ed europeo, "purificando l'aria", come chiesto ripetutamente da più parti, con la creazione di nuovi movimenti, espressioni della società civile;

- raccogliere consensi popolari e delle diverse associazioni, col fine di promuovere lo sviluppo ed il dibattito economico e sociale attraverso il confronto sui seguenti tre punti ritenuti fondamentali:

1) Sistema Monetario, con la richiesta della piena attuazione dell'art. 47 della Carta Costituzionale ma soprattutto con il recupero da parte dello Stato della propria funzione naturale e sovrana nell'emissione monetaria diretta, oggi affidata a pochi banchieri azionisti di banche centrali, i quali, stampando banconote e sistematicamente falsificando i bilanci aziendali degli Istituti che battono moneta, creano debito pubblico e schiavitù umana; ...

giovedì 17 novembre 2011

Lazio, allarme arsenico nell'acqua. Che si fa?

Com'è noto, da almeno 6 mesi, la concentrazione di arsenico, nell'acqua, soprattutto dei comuni del Lazio e limitrofi (erano stati identificati e denunciati dalla UE 128 comuni in Italia), arriva ad essere anche 5 volte superiore al max fissato per legge. Un trattamento di potabilizzazione adeguato, preventivo e preliminare, ancora oggi non è stato adottato. 

Un anno fa nel Lazio scoppiava l’emergenza arsenico nell’acqua potabile, per una contaminazione che rimane grave ancora oggi, nonostante le promesse fatte dalla Regione alle autorità di Bruxelles.
Il 28 ottobre 2010 la Commissione Europea aveva comunicato alle autorità italiane che non avrebbe accettato l’ennesima richiesta di deroga, che avrebbe consentito di innalzare di cinque volte i limiti di legge, come è avvenuto dal 2001 ad oggi. Tra le istituzioni – Regione, ministero della Salute, comuni – scoppiò il panico e per diversi mesi nessuno sapeva bene cosa fare, nonostante la politica della deroga (ovvero l’innalzamento solo formale dei limiti di legge) proseguiva da una decina di anni. Il 17 dicembre il governo decretò lo stato di emergenza, dando pieni poteri al governatore Renata Polverini. Poi il silenzio è calato lentamente sull’intera vicenda, mentre tra dodici mesi finirà per sempre ogni possibilità di ottenere nuove deroghe dalle autorità europee.

Nel Lazio la provincia di Viterbo è stata la più colpita, con concentrazioni di arsenico nell’acqua che esce dai rubinetti altissima. Una presenza naturale che si va ad aggiungere agli inquinanti, creando una situazione giudicata a rischio dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità... 

lunedì 26 settembre 2011

OGM: scoperti nel Lazio campi contaminati

Nel Lazio, in Provincia di Roma, sono stati scoperti 2 campi contaminati con una varietà di mais transgenico illegale, in quanto non autorizzato in Europa per la coltivazione. Lo ha reso noto l'Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio) che ha concluso per il 2011 la campagna di vigilanza sul divieto di coltivazione di organismi geneticamente modificati in aziende che operano sul territorio regionale.

L'Arsial ha spiegato che dalle risultanze delle analisi di laboratorio effettuate dall'Istituto sperimentale zooprofilattico Lazio-Toscana su campioni prelevati dai tecnici sono emerse in due aziende della provincia di Roma “due positività da contaminazioni OGM, entrambe riconducibili a coltivazioni derivanti da sementi dichiarate esenti da OGM dalla casa produttrice Pioneer”.

L'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio ha precisato che “nell'Unione Europea sia i due singoli eventi sia l'ibrido sono autorizzati esclusivamente per impieghi alimentari e non per la coltivazione e in ogni caso si è trattato di due episodi di contaminazione e non di campi interamente OGM”... 

giovedì 22 settembre 2011

I° Ottobre - Assemblea Regionale PBC Lazio


Lunedì I° Ottobre ore 16.00
Hotel Globus
Viale Ippocrate 119
Rome, Italy

In previsione dell'assemblea nazionale che si terrà a Torino l'8 e 9 ottobre, avranno luogo le varie assemblee regionali, con il seguente Ordine del Giorno:


1- Analisi sommaria politica dell'Italia e del Lazio (economia, ambiente, lavoro, cultura, società, istituzioni)
2- Discussione sulle analisi che hanno portato alle proposte del coordinamento nazionale all'assemblea nazionale di PBC
3- Preparazione assemblea nazionale
4- Varie ed eventuali

Siamo ad un importantissimo punto di svolta dato da nuove adesioni e da un crescente consenso verso il nostro progetto. E' quindi importantissimo per ogni aderente poter partecipare agli appuntamenti assembleari.

Ovviamente l'assemblea è aperta e chiunque può assistere, ma la discussione prevede la priorità attribuita agli aderenti (per questo è necessario aderire o rinnovare l'adesione per il 2011 entro e non oltre il 21 settembre, seguendo le indicazioni fornite qui: http://www.perilbenecomune.net/index.php?p... ). Le eventuali votazioni sono riservate ai soli aderenti a PBC.

Purtroppo ci sono amici che sono convinti di essere aderenti a PBC perchè iscritti al sito, oppure sulle pagine FB di Presidente, coordinatori o dei vari gruppi di Per il Bene Comune. Queste 'iscrizioni' non corrispondono ad adesioni ed invitiamo dunque gli interessati ad aderire formalmente come sopra indicato.

Per informazioni: lazio.pbc@gmail.com

mercoledì 21 settembre 2011

Latina: sequestrate sette discariche abusive



Quindicimila metri quadrati di territorio utilizzati impiegati per lo sversamento illecito. Nell'area 4 mila quintali di rifiuti speciali, pericolosi e tossici sequestrati. Tre persone e una società segnalate all'Autorità giudiziaria. E' il bilancio dell'operazione "Demetra", coordinata dal Comando provinciale di Latina ed eseguita dai finanzieri della Compagnia pontina. I rilievi tecnici effettuati dall'Arpa Lazio hanno evidenziato il degrado della zona e la presenza di sostanze altamente tossiche, tra cui l'amianto.

sabato 23 luglio 2011

Fiumicino, corteo anti discarica

Dopo le proteste sulla via Aurelia e a Fregene, la mobilitazione cittadina contro la realizzazione della discarica di servizio a «Pizzo del Prete», nella località di Castel Campanile, ha raggiunto oggi direttamente Fiumicino città. 
È il sesto sabato consecutivo di protesta, organizzato come sempre dal Comitato Rifiuti Zero che promuove la raccolta differenziata porta a porta A tratti sotto la pioggia, il corteo è partito da via Foce Micina, aperto da un camion ed animato da circa 700 persone, con slogan, fischietti, tamburi e striscioni («No alla discarica e all’inceneritore», «No all’inquinamento della nostra campagna»), sta percorrendo alcune delle strade principali del centro storico. 
Il corteo è presidiato in testa ed in coda da polizia e carabinieri. Alla protesta ha aderito anche Onda Democratica, un’associazione dell’area di centro-sinistra di Fiumicino. Obiettivo è raggiungere la sede comunale dove lasciare simbolicamente le oltre 12 mila firme contro l’impianto di smaltimento che dovrà sorgere, su decisione regionale, entro tre anni nella zona nord del territorio comunale. 
Le firme sono state raccolte nell’ ultimo mese e mezzo da comitati e cittadini, oltre che del comune di Fiumicino, anche di Cerveteri, Bracciano, Ladispoli, Valcanneto. Nella petizione si chiede al sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, di revocare la delibera ’111′ con cui si è espresso parere favorevole alla localizzazione di un inceneritore nel comune. «La zona individuata per l’impianto – spiega Claudio Lauteri, proprietario del Casale del Castellaccio, l’area dove dovrebbe sorgere la discarica – non è idonea a livello agricolo, paesaggistico e archeologico. 
Non è giusto andare avanti per i rifiuti in questo modo: bisogna partire con il porta a porta, ed è quello che chiediamo con forza». «I cittadini sono mobilitati per tutelare la loro salute – aggiunge Massimo Piras, portavoce del Comitato Rifiuti Zero – le strade alternative alla discarica, a cui diciamo no con forza, ci sono e vogliamo farlo capire ai nostri amministratori».

mercoledì 20 luglio 2011

Discarica Malagrotta - una chiusura prorogata prorogata prorogata ...

Una storia infinita ..
La discarica Malagrotta, ormai satura e ritenuta essere la causa dell'avvelenamento dei terreni e persino le acque del Mar Tirreno deve chiudere e l'aerea deve essere bonificata urgentemente.

Nessuno sa con precisione quanto sia grande: le stime variano tra i 160 e i 240 ettari. Della discarica di Malagrotta si sa soltanto che riceve rifiuti di ogni genere da tutta la Capitale, Vaticano compreso, e dai comuni limitrofi, per un totale di 60 milioni di tonnellate di spazzatura.
La raccolta differenziata non supera il 20% del totale dei rifiuti, e la discarica viola gli standard europei.
Eppure continua a funzionare grazie alla "proroga delle proroghe" del 1999.



L'Arpa ha registrato picchi altissimi di ferro, manganese, nichel ma anche di arsenico e benzene. Non manca neanche una sostanza tossica chiamata N-butylbenzensolfonamide che al momento non è inserita nelle tabelle dei composti nocivi....

lunedì 18 luglio 2011

Il peso delle Regioni tra stipendi d’oro e mega consulenze

Secondo copione, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha accusato il governo di scaricare sulle Regioni poco meno di metà dei costi della manovra. E ha minacciato (i cittadini): così ci saranno meno sanità pubblica, meno trasporti pubblici, meno aiuti alle imprese.
Secondo copione, nessuno guarda in casa propria per verificare se tutto è a posto, prima di danneggiare i cittadini. E le Regioni italiane — con i dovuti distinguo — l’occhio sui propri conti avrebbero dovuto metterlo da molti anni.

Magari è folklore ricordare certe spese pagate dalla collettività appena pochi anni fa: 75 mila euro, in Veneto, per uno studio sullo «sviluppo del turismo congressuale verso forme di organizzazione e gestione evolute» , 10 mila euro in Toscana per una consulenza «in materia di procedure di acquisto di beni di rappresentanza» , 192 mila euro in Campania per un «team di animatrici di pari opportunità» .

È folklore ricordare — come fa il giornalista Mario Giordano — che presso la Regione Lazio, anno 2009 (era Marrazzo), furono spesi 6 mila euro di caffè per le riunioni di giunta, molte tazzine per ciascun assessore.
Più sostanziale è la notizia che la Regione Sicilia ha più di 19 mila dipendenti, ognuno dei quali costa in media 43 mila euro l’anno (il 40 per cento in più dei ministeriali romani). Il governatore della Sicilia, Lombardo, ha annunciato pochi giorni fa, su Libero, che non aspetterà una legge nazionale per abolire le sue Province, ma lo farà «subito» , in virtù dello statuto speciale che regola la sua Regione. Solo che lo stesso identico annuncio lo aveva fatto alla fine della scorsa estate... 

domenica 17 luglio 2011

Nel Lazio vergognosa situazione per i pendolari


Mentre a nord del paese lo Stato cerca di imporre un treno ad alta velocità (TAV) di cui nessuno vuole, i servizi dei treni regionali, del Lazio ma non solo, continuano a degradarsi.



Vita da cani? No, da pendolari nel Lazio. Sembra sempre più dura, infatti la condizione di chi è costretto a viaggiare per lavoro dalla provincia alla Capitale.
Treni affollati, talmente affollati da rischiare malori , soprattutto ora che il caldo comincia a farsi sentire.
Il tratto ferroviario che collega Roma a Civitavecchia e al litorale alto laziale è impraticabile negli orari di punta, e da Roma non c’è possibilità di arrivare in treno oltre Civitavecchia nella fascia oraria mattutina.
I treni, inoltre, sono in condizioni fatiscenti ed anche nel migliore dei casi, cioè quando si trova un posto seduti, troppo spesso si trovano sedute sporche e bagni inagibili dalla sporcizia, vere e proprie latrine, o chiusi per guasto.
Come si può far viaggiare un treno con bagni inagibili? Abbiamo personalmente appurato il mancato funzionamento dei servizi di un intero convoglio sul treno delle 18.08 che da Roma Termini finisce la sua corsa a Pisa Centrale, treno che serve ben 6 paesi del litorale laziale ad alta densità di popolazione pendolare come Ladispoli, Cerveteri, S. Marinella, Civitavecchia, Tarquinia e Montalto di Castro.
I viaggiatori - spesso anche i turisti delle navi da crociera ormeggiate al porto di Civitavecchia – sono costretti a viaggiare stipati come in carri bestiami, al limite del decoro e della dignità umana, respirando aria viziata, non potendo usufruire del bagno, non potendosi sedere e spintonati continuamente dai passeggeri che via, via salgono alle diverse fermate.
Non solo, negli ultimi mesi, a causa- così dice Trenitalia- di lavori sul tratto ferroviario Roma Civitavecchia, alcuni treni Vivalto che percorrono questo tratto sono soppressi , i viaggiatori/ lavoratori sono perciò costretti a servirsi dei treni regionali Roma- Grosseto e Roma-Pisa , il viaggio si trasforma in un inferno, almeno fino a Ladispoli dove c’è la prima discesa di massa e si ricomincia a respirare, questi treni per sopperire alla soppressione dei convogli precedenti sono costretti a fare fermate aggiuntive a Roma Aurelia, Torre in Pietra, Maccarese e Santa Severa...

sabato 16 luglio 2011

Tar, via libera ai treni delle scorie

I treni che trasportano scorie nucleari potranno continuare ad attraversare il territorio regionale senza problemi (manifestanti ecologisti a parte): la prima sezione del Tar del Lazio ha respinto la domanda di sospensione del trasporto di scorie radioattive dal Piemonte verso la Francia. 
Anzi, nel brevo testo di ordinanza, i giudici hanno ribadito “la sicura prevalenza dell’interesse pubblico ad effettuare le attività di trasporto”, rispetto all’interesse – e diritto – della popolazione ad essere informata su quando passano questi treni pericolosi. 
Insomma: secondo il Tar è più importante il passaggio dei treni sempre e comunque, rispetto al fatto che la gente possa essere informata su quando avviene. E anche sul danno stesso che porterebbe il passaggio delle scorie radioattive, i giudici lo definiscono “meramente ipotetico”.
Sembra che proprio domani notte, o comunque nei prossimi giorni, in gran segreto dovrebbe ripassare nuovamente il treno nucleare da Saluggia alla Francia, attraversando la Valle di Susa: l’attraversamento doveva avvenire già intorno al 7 luglio, ma proprio per le tensioni dovute alla Tav si era deciso un rinvio a breve. Il processo sui treni nucleari è stato aperto grazie al ricorso preparato dall’avvocato napoletano Daniela Bauduin, su incarico dei consiglieri regionali Davide Bono e Fabrizio Biolè per il Movimento 5 Stelle, della Federazione Pro Natura e del Comune di Villar Focchiardo....

martedì 12 luglio 2011

Monterosi (VT) - Una centrale a olio di colza?


Energie pulite, motore del futuro. Si, ma che siano “eco-compatibili”, usando un gioco di parole, con i cittadini, prima di tutto!
La questione vede, nel particolare, la creazione di una struttura termoelettrica da 3MW totali, la costruzione della quale è stata autorizzata dalla giunta “monterosolina” con delibera n. 26 del 28/10/10 e sua variante, n.33 del 30/11/10. Un “simpatico“ eco mostro, capace di bruciare, con motori diesel, l‘equivalente in olio di colza e vari, composto da sostanze “grasse“ di diversa composizione, “di 10.000 friggitorie accese ed operanti contemporaneamente“, come accenna Paolo D‘Arpini, Portavoce European Consumers Tuscia, in una nota, .
L’inquinamento acustico e atmosferico “galopperebbero”. Il 60 % del combustibile bruciato verrebbe emanato nell’aria facendo ricadere “particolato”, gas e pericolosissime “polveri sottili PM10” e “nano-polveri”, con effetti fortemente cancerogeni e mutageni reali, qualora la popolazione sia sottoposta ad esposizione continuativa, come avverrà nei territori di Nepi, Monterosi, finanche Trevignano, compresi in parte anche fisicamente nella costruzione degli edifici necessari. Oltre questa esistono molte e molte altre considerazioni, che per motivi di “spazio” non tratteremo ora, ma ci riserviamo di approfondire in seguito.
Chiaramente tutto ciò non è concepibile né per l’ecosistema ricco ed importante dei nostri territori, ne per la società civile e la salute dei cittadini che ogni giorno dovrebbero vivere nelle condizioni “imposte” dall’impianto energetico. Per ora la ditta indicata per la costruzione e gestione delle centrale, non possiede ancora, a quanto ci è dato sapere, le autorizzazioni di legge della provincia di Viterbo e della Regione Lazio, come anche i finanziamenti della Comunità Europea; questi però, potrebbero essere imminenti e giungere da un momento all’altro, dando il via burocratico e fisico alla costruzione. Bisogna muoversi prima.... 

mercoledì 17 novembre 2010

Piano di partecipazione dei cittadini


Al Sindaco del Comune di Fondi
Sig. Salvatore De Meo
e, per conoscenza
Vedasi elenco destinatari allegato


Oggetto: Piano di partecipazione dei cittadini.

Egregio Sig. Sindaco,
anche se non è passato molto tempo da quando è stato eletto amministratore della nostra città, ho deciso di scriverLe ancora, perché se da una parte desidero ringraziarla per tutto il lavoro che ha svolto fino a questo momento, dall’altra purtroppo, con la consapevolezza che non si possono pretendere miracoli in un lasso di tempo così breve, devo constatare che è mancata, almeno fino ad ora, una certa attenzione verso una modo di fare politica che possa, in qualche modo o in qualche misura, favorire la partecipazione dei nostri concittadini alle politiche del territorio.

venerdì 5 novembre 2010

6 Novembre: Assemblea Regionale di Per il Bene Comune Lazio


La riunione è aperta a tutti: curiosi, simpatizzanti e chiunque voglia venire a conoscerci e a capire chi siamo, cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare.

In questa assemblea presenteremo il gruppo laziale di Per il Bene Comune a chi ancora non ci conosce e faremo il punto della situazione sulle attività fatte nell'ultimo anno, parleremo di Democrazia Diretta, dell'avventura della RETE Dei Cittadini e ci prepareremo all'Assemblea Nazionale che sarà sempre a Roma sabato 20 e domenica 21 novembre.

Questa assemblea sarà anche un'occasione per confrontarci sul presente e sull'ipotetico futuro, parleremo anche delle prossime iniziative che porteremo avanti e delle prospettive che si stanno aprendo sia nel nostro territorio che nel nostro Paese.

Ti aspettiamo!

mercoledì 29 settembre 2010

A cosa servono le regole? Il caso della centrale Enel di Civitavecchia.

In questo comunicato esprimiamo la rabbia delle popolazioni dell'Alto Lazio che non hanno mai smesso di difendere la propria salute e la propria terra dalle nefandezze degli inquinatori e dalla disonesta' degli amministratori.
Quegli stessi amministratori che hanno accettato i soldi di Enel per dare a noi lo scempio, le ricadute inquinanti e l anullità delle loro coscienze.
Di tutti i soldi ingoiati dalle amministrazioni comunali di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa e Allumiere cosa resta....
Intanto si muore e ci si ammala...

Civitavecchia, 25 settembre 2010

Siamo profondamente costernati dal constatare che avevamo ragione nel denunciare che la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, oltre ad essere un impianto antistorico per la tipologia di combustibile usato, è soprattutto in esercizio in violazione di molte delle norme vigenti e, finanche, delle prescrizioni inserite nel decreto autorizzativo.

Tutte le denunce e/o segnalazioni da noi presentate - da quella del gennaio 2009 relativo alla modalità di carico/scarico del carbone, a quella del novembre dello stesso anno circa i cumuli di rifiuti e ceneri presenti in aree non idonee e di lavoratori costretti ad operari in nuvole di material pulvirulento, a quella relative all’utilizzo di combustibile con contenuto di zolfo superiore allo 0,3% in difformità del piano di qualità dell’aria della Regione Lazio - hanno trovato riscontro.

La replica dell’ENEL che, negando l’evidenza, afferma di essere in perfetta regola, conferma, l’inaffidabilità dell’ente energetico che evidentemente spera di continuare impunito ad agire a proprio piacimento, mortificando il territorio, e la popolazione che in esso vive,

Sentiamo il dovere di ringraziare la Procura della Repubblica che con la propria sensibilità e determinazione, portando avanti una seria e competente azione di controllo, ha indotto gli enti competenti a farsi carico delle proprie responsabilità facendo si, nel contempo, che le popolazioni dell’Alto Lazio riacquistassero un minimo di fiducia nelle istituzioni e si sentissero meno sole in questa lotta impari per la difesa della propria terra.

Grave, invece, che il Ministero dello Sviluppo Economico, nonostante fosse ben edotto da tempo sulle violazioni e sul mancato rispetto delle prescrizioni poste in essere dall’Enel, abbia sentito il dovere di intervenire solo dopo le comunicazioni del Noe e della Procura della Repubblica.

E’ appena il caso di evidenziare, inoltre, che in materia di mancata ottemperanza delle prescrizioni il Codice dell’Ambiente - D.lgs n. 152/06 – all’art. 29 comma 3 recita “Qualora si accertino violazioni delle prescrizioni impartite …… tali da incidere sugli esiti e sulle risultanze finali … di valutazione, l'autorità competente, previa eventuale sospensione dei lavori, impone al proponente l'adeguamento dell'opera o intervento, stabilendone i termini e le modalità. “dove per autorità competente si intende l’ente che ha rilasciato la Valutazione d’impatto Ambientale (Minambiente nds.) e, conseguentemente, impartito le prescrizioni. E vista la gravita delle prescrizioni non ottemperate, e le gravi ricadute che tale mancato rispetto può causare alla salute della popolazione, attendiamo che il Ministero dell’Ambiente, che non mancheremo comunque di richiamare alle proprie responsabilità, proceda in base alle proprie specifiche competenza ad emettere gli idonei e prescritti provvedimenti, anche di natura cautelare, quale la sospensione dell’attività della centrale.

Sconcertante, infine, l’inettitudine ad adempiere al proprio ruolo di “Primo responsabile della salute dei cittadini“ in primis del Sindaco Moscherini, ma anche dei suoi omologhi dei comuni limitrofi, in prima fila quando si è trattato di spartire le cospicue compensazioni economiche, ma assenti e silenti dinanzi alle reiterate denuncie di violazione delle norme esistenti, alla mancata ottemperanza delle prescrizioni e ai conseguenti possibili danni alla salute della popolazione e dei lavoratori addetti che da tali violazioni possono scaturire, finanche ora davanti alla presa di posizione del Ministero.

Personaggi squallidi, non degni di ricoprire il ruolo di rappresentanti della comunità e che, se mantenessero un minimo senso del pudore, dovrebbero avere il buon senso di dimettersi.

Movimento No Coke
Alto Lazio

noalcarbone@gmail.com
nocoketarquinia@yahoo.it

venerdì 25 giugno 2010

Per il bene comune approda a Fondi

Il gruppo PER IL BENE COMUNE LAZIO, anche grazie all'impegno dimostrato nelle ultime elezioni regionali con la Rete dei Cittadini, si è recentemente arricchito di un importante tassello. Il nostro movimento si diffonde anche nel sud del Lazio, grazie all'iniziativa di Alfonso Mauro. Riportiamo il comunicato con cui Alfonso ha inaugurato ufficialmente la campagna di adesione a PER IL BENE COMUNE.

“Oggi, ovunque nel mondo, la maggior parte della gente non crede più nella politica, se ne disinteressa completamente e molti scelgono persino di non andare più a votare perché sono ormai convinti che tanto non cambierà mai niente, in parole povere, hanno perso ogni speranza. Tutto questo è la naturale conseguenza di un modo di fare politica che di democratico non ha proprio niente.
Quello che oggi la gente chiama democrazia è un sistema dove tutte le politiche vengono decise dai politici ovvero da chi ci rappresenta e non dai cittadini. Questo sistema è perciò un governo dei rappresentanti e non una democrazia. […]
Quando sono i cittadini a decidere [...], allora abbiamo un sistema politico che si chiama Democrazia Diretta. Nella democrazia diretta, ogni cittadino può proporre, discutere e votare ogni politica.
I cittadini accettano che la politica venga decisa dai loro rappresentanti perché molti non riescono a vedere come potrebbero deciderla loro stessi. Gli sembra impossibile. Oggi, a differenza di qualche tempo fa, rilevare l’opinione di migliaia o addirittura di milioni di cittadini non costituisce più un problema. Basta pensare alle illimitate potenzialità che offre uno strumento come internet.
Quella della partecipazione alle politiche del nostro territorio non è più un sogno o qualcosa di impensabile. Infatti, molti sono gli Statuti Comunali, compreso quello di Fondi, che prevedono forme di partecipazione e di consultazione popolare alla vita della Comunità, attraverso “strumenti” come ad esempio istanze, petizioni popolari, proposte e consulte.
Io credo che un modo di fare politica contraddistinto dalla partecipazione di tutti i cittadini o comunque da tutte le persone che lo desiderano, possa rappresentare l’unica vera e valida alternativa all’attuale degenerazione che stiamo vivendo. […] Il vero problema non sta solo nei politici che ci rappresentano, ma anche e soprattutto nel fatto che, una volta eletti, sono lasciati soli, ovvero, dopo aver votato, molte persone credono di aver assolto completamente ai loro doveri civici […].
Il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini alle scelte politiche della nostra città e la valorizzazione, da parte della nostra amministrazione, di tutti gli strumenti che sono indispensabili per consentire questa compartecipazione, rappresenterà il lavoro basilare, fondamentale sul quale voglio concentrare il grosso delle mie energie e, per farlo, voglio cominciare con l’apertura ufficiale di una campagna adesioni al movimento politico PER IL BENE COMUNE. Sarò felicissimo di raccogliere le adesioni di tutte quelle persone, che, come me, desiderano partecipare in prima persona alle politiche della nostra città perché solo in questo modo si può davvero dare un valido contributo per poter cominciare a cambiare questo modo di fare politica [...].

Alfonso Mauro - Referente Per il Bene Comune - Fondi

giovedì 11 febbraio 2010

L’autentica delle firme, ovvero come mantenere la casta


Costituzione Italiana – Art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale


POST SCRIPTUM
Postiamo un articolo scritto pochi giorni fa, quando ancora non si sapeva che la proposta di esentare i partiti già presenti nelle istituzioni dalla raccolta firme per le elezioni regionali non sarebbe passata. A prescindere dalle motivazioni politiche, noi della Rete dei Cittadini siamo contenti (e un po’ sorpresi) di questa decisione: la legge è (almeno un po’) più uguale per tutti.
Fa comunque sorridere la protesta della Bonino per il poco spazio mediatico riservato alla sua lista e l’appello al presidente della Repubblica "affinché venga consentita regolarmente la raccolta delle firme per la presentazione delle liste" (un paio di settimane fa i radicali definito la "raccolta firme impossibile").
Chi scrive in questo momento è in un vagone della metropolitana tappezzato di manifesti “Emma Bonino presidente”…
Se la sig. Bonino si recasse ad uno dei banchetti firme della Rete dei Cittadini forse si ricorderebbe che vuol dire essere oscurati dai media…


La nostra Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto a partecipare alle elezioni per scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni, elezioni in cui teoricamente tutti i raggruppamenti dovrebbero concorrere con le stesse condizioni di partenza (la Costituzione parla in realtà di “partiti”, anche se il termine col tempo ha acquisito un significato più specifico). Pochi conoscono però le procedure per presentare una lista elettorale, di solito soltanto gli “addetti ai lavori”, cioè i cosiddetti politici (e spesso neanche loro), oppure quei pochi coraggiosi che hanno affrontato le lunghe e complicate trafile burocratiche necessarie per esercitare un diritto costituzionale.
Per presentare una lista elettorale è necessario, tra le altre cose, ottenere la sottoscrizione di un numero minimo di cittadini, per garantire che la lista abbia un minimo di rappresentatività. Fin qui tutto bene. Salvo dover constatare che l’obbligo delle firme non è previsto in tutti i paesi europei e che in Italia il numero di firme è decisamente alto (per le elezioni europee del 2009, ad esempio, il numero di firme necessario per presentarsi in tutta la Germania era quasi lo stesso della sola Valle d’Aosta in Italia…). Ma andiamo avanti.
Perchè le firme dei sottoscrittori siano valide devono essere autenticate da un funzionario statale, per evitare che si verifichino irregolarità. Anche qui il meccanismo è teoricamente corretto, anche se i più accorti noteranno un rischio enorme: l’aumento della burocrazia, uno dei peggiori nemici del cittadino comune (non è peraltro chiaro per quale motivo non si possa applicare qui l’autocertificazione, uno dei pochi provvedimenti legislativi degli ultimi anni che hanno portato a una reale semplificazione amministrativa). Ed è proprio l’obbligo dell’autentica lo strumento con cui l’attuale casta politica riesce a trasformare un principio teoricamente giusto in un meccanismo perverso che impedisce di fatto ai cittadini di esercitare un loro legittimo diritto.
Ma chi sono questi autenticatori?
Le figure tradizionalmente addette ad autenticare le firme sono i cancellieri, che sono tenuti a convalidare gratuitamente le firme dei sottoscrittori che si rechino negli uffici comunali addetti. Ma anche i partiti più grandi e strutturati incontrerebbero grosse difficoltà a trascinare migliaia di persone negli uffici comunali, tra i meandri della burocrazia italiana. Il cancelliere è quindi autorizzato ad autenticare le firme anche al di fuori del proprio ufficio, ma in questo caso può chiedere un compenso, sotto forma di rimborso spese: è chiaro che così sono decisamente favoriti i soggetti politici dotati di congrue risorse economiche (e qui vengono naturalmente in mente i tanto discussi rimborsi elettorali…).
Soprassedendo su un’altra tipologia di autenticatori, i notai, categoria decisamente elitaria ed economicamente ancora meno accessibile del cancelliere, l’altra figura abilitata all’autentica delle firme sono i consiglieri eletti. Se i cancellieri sono comunque in qualche modo legati ai quadri politici, perchè da essi dipendenti in quanto funzionari statali, a maggior ragione i consiglieri sono diretta emanazione dei partiti al governo. In pratica le liste già rappresentate nelle istituzioni sono immensamente facilitate nella raccolta delle firme rispetto alle nuove formazioni politiche. Non c’è maggiore ingiustizia, direbbe don Lorenzo Milani, di fare parti uguali tra persone disuguali… L’autentica delle firme finisce per essere di fatto uno strumento (uno dei tanti, ad essere precisi) per sbarrare le porte a qualsiasi novità politica. In altre parole per mantenere la casta, con tutti i suoi privilegi. In altre parole, per non cambiare nulla.
Ma il trucco non finisce qui. I partiti sono ormai tanto lontani dai cittadini comuni, tanto incancreniti nei loro clientelismi, tanto malvisti dalla gente comune che avrebbero comunque difficoltà a reperire le firme necessarie, nonostante tutti i privilegi di cui godono. Puntualmente, pochi giorni prima della scadenza della presentazione delle liste, i governanti fanno passare delle leggi che esentano dalla raccolta delle firme tutti i partiti già rappresentati nelle istituzioni. Proprio così. Chi avrebbe i mezzi politici ed economici (per non parlare dei mezzi di comunicazione) si autoesenta dalla raccolta delle firme, lasciando la difficile incombenza soltanto ai “nuovi”. Chi c’è c’è, chi non c’è non deve entrare. E’ stato già fatto per le ultime elezioni europee. L’aveva già fatto anche la giunta Storace per le regionali del 2005. La proposta, puntuale come un orologio, è da poco arrivata in consiglio regionale da parte di una maggioranza almeno teoricamente opposta a quella di cinque anni fa. Non c’è dubbio che la proposta riceverà l’approvazione bipartisan delle due coalizioni, più preoccupate di contrastare eventuali “infiltrazioni”, che non a contrastarsi a vicenda. Quando si tratta di mantenere la casta politica non esiste destra, né sinistra (né tantomeno il centro).
Noi della Rete dei Cittadini ci appelliamo al senso civico (se ne hanno ancora) dei singoli consiglieri regionali perchè denuncino pubblicamente questa ennesima violazione di un diritto costituzionale. La legge è uguale per tutti, anche per la casta.

Sergio Mazzanti
Per il Bene Comune - Rete dei Cittadini

domenica 24 gennaio 2010

Il nostro futuro è cosa seria


Tinto Brass che si presta ad accendere i riflettori dei media per la lista "di sinistra" alle elezioni regionali è la dimostrazione lampante della contiguità dei modi e della responsabilità civica che esprimono i cosiddetti schieramenti "destra"/"sinistra": una sorta di realtà virtuale, tutta televisiva e mediatica, dove si simula un combattimento a gaudio e sollazzo degli spettatori; non, come dovrebbe essere secondo semplice buon senso, uno scontro dialettico rivolto alla proposta delle migliori azioni per meglio amministrare la regione in cui viviamo. Le differenze, a ben guardare, si limitano soltanto alle diverse forme di incitamento ad un "tifo" da stadio, privo di contenuti e fondato esclusivamente sulla forma e sull'impatto emotivo.

Ma l'amministrazione dei beni comuni e del vivere civile è cosa seria, in quanto capace di influenzare pesantemente la vita di milioni di cittadini, ogni giorno e ad ogni ora, senza alcuna possibilità di scampo; il territorio in cui viviamo è il contenitore di tutti: sporcarlo, renderlo caotico e disorganizzato porta a cattive conseguenze per ciascuno di noi.
La macchina politica che si è venuta a creare negli ultimi anni si è resa ormai capace di fagocitare enormi quantità di denari pubblici, pagati in maniera salata dai cittadini, in larga parte dai più onesti.
I metodi li conosciamo: investimenti nella costruzione di opere inutili e dannose e spietato consumo di territorio per far posto al cemento e tutto l'indotto che ci ruota attorno; distruzione sistematica del sistema sanitario regionale, con grandi profitti per pochi privati ed enormi debiti pubblici e con scadente qualità del servizio per la maggior parte degli altri cittadini; folle politica di gestione dei rifiuti che ancora premia i consumi senza controllo e la movimentazione e lavorazione massiccia di materiali destinati ai vari falò (inceneritori) che si disseminano sul territorio, aumentando esponenzialmente, oltre alle spese di gestione, quelle sanitarie.

I media ufficiali fanno in modo di far contendere il governo della regione ai soli due "big" schierati, scelti a loro volta da altri "big", a colpi di notizie sempre più sensazionali, rendendo la competizione elettorale già viziata in partenza. Mai vedrete dare corretta informazione sul merito delle proposte, sui programmi, sui loro autori e sulle loro motivazioni: il messaggio che deve passare è che la proposta POLITICA avanzata da un gruppo di Cittadini non è degna di essere valutata ed approfondita nel merito, non è di questo quello di cui hanno bisogno gli "spettatori" laziali.

L'appello -lanciato a chi non è disposto a seguire per l'ennesima volta questa farsa mediatica, a chi ragiona sui reali problemi del paese e della regione, a chi ha intenzione di costruire un futuro migliore per i propri figli, a chi è fuori dalle logiche clientelari, dai miseri ed effimeri vantaggi personali elargiti dai favoritismi, a chi vorrebbe riflessa la propria "pulizia" intellettuale e dei comportamenti nella cosa pubblica- è quello di rivolgere un pensiero di interessamento, di approfondimento e di collaborazione fattiva al progetto della RETE DEI CITTADINI; premiarlo, dargli le gambe per camminare in questa palude della politica più bassa e gretta a cui assistiamo da molti, troppi anni; riempirlo di idee migliori e diffonderlo con la convinzione di fare qualcosa di giusto, di essere un Cittadino che partecipa ad "un cambiamento degno di essere chiamato tale".
Questo chiediamo con gran forza.


La RETE DEI CITTADINI è su http://retedeicittadini.it