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domenica 11 marzo 2012

NO TAV in piazza nella Tuscia


Un sostegno ai No tav anche da Viterbo.

E’ questo il messaggio che volevano lanciare gli organizzatori del sit-in che si è svolto ieri pomeriggio a piazza delle Erbe (Fotocronaca).

Alla manifestazione, organizzata da Elvia Viglino, hanno preso parte persone di tutte le età e idee politiche, per dimostrare la loro solidarietà ai No tav.

“Avevamo paura di un’intromissione politica – spiega la signora Viglino – perché l’idea era quella di una manifestazione apartitica. E’ stata una bella sorpresa perché l’evento è nato da un semplice passaparola ed è riuscito a coinvolgere molti giovani”.

L’idea di organizzare una manifestazione No tav a Viterbo poteva sembrare strana, ma i partecipanti ci tenevano a dare il loro contributo.

“La tav sono soldi buttati nostri – si legge su un manifesto -. Quattro centimetri di Tav sono uguali a un anno di pensione. Tre metri di Tav sono uguali a un ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie. Un chilometro di Tav è uguale a un anno di tasse universitarie per 250mila studenti, oppure 55 nuovi treni pendolari. Ribellarsi è giusto – si legge infine -, siamo tutti No tav”.

Ma il pensiero più grande di tutti i manifestanti è andato a Luca Abbà il ragazzo che durante le proteste in Valsusa è caduto da un traliccio di alta tensione rimanendo fulminato. Così il coro “Luca, Luca, Luca” che più volte si era levato durante le manifestazioni in Valsusa, è stato gridato anche a Viterbo...

sabato 3 marzo 2012

Roma, i No Tav occupano la Tangenziale

Cortei nel pomeriggio a Roma e Milano, raduno a Bussoleno e in altre città d’Italia. Nella Capitale gli attivisti hanno invertito la rotta concordata con la Questura e invaso la tangenziale, puntando verso la Stazione Tiburtina, nuovo scalo della Tav. Dalla sopraelevata sono state lanciate alcune bombe carta nel cortile del deposito Atac lungo via Prenestina. Al grido di “Occupiamo tutto”, i manifestanti hanno procedut illuminando la sera con la luce dei fumogeni. Nel cuore del corteo sono comparsi anche i primi bastoni portati da alcuni ragazzi che indossano caschi da motociclista. Prima di bloccare la tangenziale, è stata occupata pacificamente una palazzina in largo Preneste. Il messaggio era rivolto al capo dello StatoGiorgio Napolitano per ricordare “i 150 anni di unità divisa da Trenitalia”.

"SIAMO OLTRE 5000" “Siamo più di cinquemila” ha detto il leader di Action e consigliere comunale di Roma, Andrea Alzetta. Passando per i quartieri San Lorenzo e Pigneto, il corteo avrebbe dovuto concludersi in largo Preneste. Ai manifestanti si è unito anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.

CORTEO DE LA DESTRA, CHIUSE STRADE E SOSPESE LINEE BUS. Contemporaneamente alla manifestazione dei NoTav, si è sviluppato anche il corteo de La Destra - tra piazza Repubblica e Bocca della Verità - e per i due cortei sono state chiuse le strade nelle zone di Termini, Repubblica, Cavour, Fori, Colosseo, quindi in San Lorenzo e Porta Maggiore. Deviate o sospese numerose linee bus centrali...

mercoledì 13 luglio 2011

Val di Susistan

Marco Cedolin

Dopo le missioni di guerra al soldo degli americani, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Libano, Libia, inizia la stagione delle missioni militari al servizio della mafia del tondino e del cemento, e quale teatro potrebbe essere più consono ad inaugurarle, della Valsusa ribelle, dove i "talebani" NO TAV rifiutano il treno veloce , le gallerie scavate a dinamite e la didascalia del progresso?
Da domani, 150 alpini della Taurinense saliranno a Chiomonte, per liberare le donne valsusine dal burka della bandiera con il treno crociato, per bonificare il terreno dalle mine anti – talpa e per dare la caccia al Mullah Perino, accusato d'incitazione alla rivolta contro ruspe, talpe, contractors che le manovrano e poliziotti che ne proteggono l'operato.

Tutto sommato di tratterà di una vacanza, per militari avvezzi a ben altri teatri di guerra, dove i blindati saltano sulle mine vere, dove si spara a raffica senza pensarci su due volte e poco importa se il risultato è una strage di donne e bambini o il massacro degli invitati ad un matrimonio, dove i soldati fanno la guardia a migliaia di chilometri da casa e combattono contro popoli stranieri, anzichè contro i loro concittadini...