sabato 16 luglio 2011

Tar, via libera ai treni delle scorie

I treni che trasportano scorie nucleari potranno continuare ad attraversare il territorio regionale senza problemi (manifestanti ecologisti a parte): la prima sezione del Tar del Lazio ha respinto la domanda di sospensione del trasporto di scorie radioattive dal Piemonte verso la Francia. 
Anzi, nel brevo testo di ordinanza, i giudici hanno ribadito “la sicura prevalenza dell’interesse pubblico ad effettuare le attività di trasporto”, rispetto all’interesse – e diritto – della popolazione ad essere informata su quando passano questi treni pericolosi. 
Insomma: secondo il Tar è più importante il passaggio dei treni sempre e comunque, rispetto al fatto che la gente possa essere informata su quando avviene. E anche sul danno stesso che porterebbe il passaggio delle scorie radioattive, i giudici lo definiscono “meramente ipotetico”.
Sembra che proprio domani notte, o comunque nei prossimi giorni, in gran segreto dovrebbe ripassare nuovamente il treno nucleare da Saluggia alla Francia, attraversando la Valle di Susa: l’attraversamento doveva avvenire già intorno al 7 luglio, ma proprio per le tensioni dovute alla Tav si era deciso un rinvio a breve. Il processo sui treni nucleari è stato aperto grazie al ricorso preparato dall’avvocato napoletano Daniela Bauduin, su incarico dei consiglieri regionali Davide Bono e Fabrizio Biolè per il Movimento 5 Stelle, della Federazione Pro Natura e del Comune di Villar Focchiardo....

 I ricorrenti chiedevano l’annullamento del decreto del Presidente del Consiglio, della delibera della Giunta piemontese e degli atti prefettizi che si ponevano in contrasto con la direttiva n. 618/89 della Comunità europea dell’energia atomica sui trasporti nucleari, che prevede che gli Stati vigilino affinché la popolazione che rischia di essere interessata dall’emergenza radioattiva sia informata sulle misure di protezione sanitaria, nonché sul comportamento che deve adottare in caso di emergenza radioattiva. Il Tar laziale – presieduto dal giudice Giovannini, lo stesso che pochi giorni fa ha dato torto anche al ricorso dei No Tav sul cantiere di Chiomonte - ha invece respinto questa richiesta.
Ma Biolè e Bono non si arrendono: piuttosto che impugnare subito la sentenza davanti al Consiglio di Stato, hanno deciso di attendere la prossima udienza di discussione davanti al Tar del Lazio, ove punteranno a dimostrare l’esistenza di un danno concreto per il passaggio del treno, derivante dalla mancata informazione preventiva alla popolazione. In ultima istanza, non si esclude un possibile ricorso all’Unione Europea.
torino.repubblica.it

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